Di Rara Pianta

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il Giardino

CRONOLOGIA ESSENZIALE del Giardino di Alberto Parolini

1788 – Il 24 gennaio nasce a Bassano Alberto Parolini
1805 – Pianta nel podere paterno quel Cedro del Libano che tutte le fonti indicano come atto d’inizio del Giardino.
1814 – Viene disegnata una mappa della proprietà della famiglia Parolini in Borgo Leon (ora via Beata Giovanna) nella quale si vede bene la prima configurazione del Giardino.
1821 – Pianta nel Giardino un seme di un albero di Pino sconosciuto da lui trovato in un viaggio in Turchia. Dopo attenti studi da parte del prefetto dell’Orto di Padova, Roberto De Visiani, quel Pino verrà dedicato a lui e chiamato Pinus parolinii. Con piantine nate da altri semi, Parolini ne crea un boschetto, detto Pinetum, che diverrà celebre in Europa.
1822 – Acquista il podere Chiuppani sul Foro Boario e può così aprire il nuovo ingresso alle Fosse, ampliare il Giardino e riorganizzarlo con un nuovo assetto paesaggistico.
1834 – Steffaneo disegna una tavola che raffigura il Giardino nella sua veste matura.  Alberto Parolini stampa il primo "Index seminum", il catalogo delle sementi scambiabili. Progressivamente il Giardino diventerà un vero Orto botanico ed arriverà a ben 9000 specie coltivate. Verrà descritto da innumerevoli visitatori come un luogo delle meraviglie e definito da Filippo Barker Webb il più  importante Giardino botanico privato in Italia.
1867 – Il 15 gennaio muore a Bassano Alberto Parolini. Il Giardino è ereditato dalla figlia Antonietta.
1885 – Ottone Brentari descrive ancora il Giardino come un luogo delle meraviglie ricco delle piante più rare e sorprendenti.
1902 – Muore Antonietta Parolini. Il Giardino è ereditato dal figlio Alberto Agostinelli Parolini.
1925 – Il Giardino, per la sua preziosità, è vincolato come Monumento Nazionale.
1927 – Muore Alberto Agostinelli Parolini. Il Giardino, tramite un suo precedente lascito, è donato al Comune.
1930 – Il giorno 8 giugno il Giardino è aperto come parco pubblico.
1935 – Una tremenda bufera di vento abbatte il secolare Cedro del Libano e molti altri alberi.
1954 – Si concludono i lavori della nuova via Parolini che taglierà il Giardino sul lato orientale e distruggerà il Pinetum.
1991 – Una mostra curata dal club Inner Wheel fa riscoprire la storia illustre del Giardino. Nasce l’Associazione Amici del Giardino Parolini che per molti anni proporrà iniziative a favore del recupero di questo luogo.
1997 – Viene eseguito un primo intervento di recupero, prevalentemente concentrato nell’area giochi, a cura della SIS spa e degli Amici del Giardino Parolini.
2004 – Viene eseguito un secondo parziale intervento di riordino del Giardino (progetto Maniero)
2010 – Il Giardino è dato in gestione alla società SIS spa. Vengono avviati vari interventi importanti di sistemazione (potature, recupero serre, recupero laghetto ecc).
2011 – Il Rotary club Bassano Castelli organizza la prima edizione di "di rara pianta" e successivamente commissiona e dona al Comune uno studio di Giorgio Cocco sullo stato di salute delle piante.
2011 – L’Associazione di insegnanti Flora cafè gestisce per l’anno scolastico 2011-2012 un pacchetto pilota di visite dimostrative per scolaresche (52 classi per un totale di 960 alunni).
2012 – Il Comune affida a Giuseppe Busnardo la redazione di un piano di indirizzo per il nuovo Giardino.
2013 – Gli studi Cocco e Busnardo vengono consegnati al Comune che avvia le pratiche progettuali.


 


Il giardino del papà disegnato da Elisa Parolini nel 1854. Ci restituisce un Giardino "vivo", impreziosito da fioriture. Sulla destra il Pinetum sulle "montagnole", con il sentierino che le percorreva (tutto distrutto dal taglio stradale del 1954).



Questa disegnata da Steffaneo nel 1834 è l'unica mappa, finora conosciuta, che restituisce l'aspetto maturo del Giradino. Purtroppo non ha legenda e preciò non possiamo conoscere gli alberi e le fioriture di ciascuno degli spazi (boschetti, aiuole ecc.). Invesamente, da altre fonti (erbario, Index seminum, lettere) sappiamo che alberi e fiori coltivava ma non sappiamo dove e come fosse disposti.



Parolini "romantico".
Il ponticello sul sentierino delle "montagnole" (distrutto dal taglio stradale del 1954)




Parolini "scientifico". Un campione dall’erbario che il farmacista bassanese Giovanni Montini, amico di Parolini, raccolse al Giardino. Si tratta di Adiantum tenerum, piccola Felce simile nostro Capelvenere, che Parolini coltivava nel suo Giardino. La sua collezione di Felci era famosa in Europa.


 
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